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Una fiera per ricordare le tragedie del Terzo Mondo | |||
di Valeria Russo - e-mail | |||
Organizzata dal Ciss in partenariato con il Cocis e altre quindici ong italiane e sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri, si è svolta a Palermo la Fiera della Cooperazione, una giornata per riportare l'attenzione sui problemi delle popolazioni del Sud del mondo. "Quest'anno - afferma Sergio Cipolla, presidente Ciss - il Governo ha deciso di tagliare la spesa per la cooperazione internazionale passando dallo 0,2% del Pil allo 0,08%, azzerando di fatto gli aiuti". Per quanto riguarda il settore sanitario, sono attualmente tre i progetti in corso che riguardano la salute (18 sono stati realizzati in questi 25 anni di attività). Oltre al progetto in Giordania, i cooperanti del Ciss sono attivi sul fronte della tutela della salute in Bolivia, con un progetto dedicato anche all'acqua potabile, e in Congo dove, tra le altre cose, si sta cercando di migliorare le strutture sanitarie locali del Sud Kivu, dove vive la popolazione dei pigmei. Se però gli iracheni, i pigmei o gli etiopi sono più o meno conosciuti, sono tanti i progetti del Ciss che si occupano di tragedie dimenticate. Come quella che è partita da Kinshasa, capitale del Congo da nove milioni di abitanti, e che si sta diffondendo in tutta l'Africa con livelli di violenza inaudita: le vittime, come nelle stragi più silenziose, sono i bambini. "Li chiamano bambini di strada - spiega Cipolla - ma sono conosciuti anche come bambini stregoni". Dietro questa definizione s'intrecciano credenze locali, sette evangeliche e chiese del risveglio: in pratica i bambini vengono accusati di qualsiasi disgrazia piccola e grande che accade in una famiglia. "Il fenomeno non fa distinzione tra famiglie ricche e povere - prosegue il presidente del Ciss che a Kinshasa ha portato tre cooperanti e due volontari - si tratta anche di bambini di due o tre anni che prima di essere buttati per strada dai propri genitori subiscono brutali riti di esorcismo". Secondo una stima dei cooperanti per le strade di Kinshasa vivono circa 35mila bambini di cui almeno la metà cacciati da casa perché ritenuti bambini stregoni. |
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