Tutti coloro che vengo dimenticati o che per convenienze sociali, di economia e di mercato vengono posti in ultima ad una fila.
Nella nostra società le cose più chiacchierate sono solamente quelle che muovono economia, tutto il resto può aspettare.
Anche la politica viene indotta a seguire queste logiche, visto che, chi da gli stimoli è la società a torno e gli azionisti dei settori produttivi di aziende e delle industrie.
Ma forse si potrebbe pensare ad un rilancio dell’economia, mettendo a frutto su molti rami produttivi della forza lavoro che viene tenuta reclusa e continuamente offesa nella dignità e nella persona.
il sistema carcerario serve ad isolare la persona dal resto della società o a recuperarla per la cattiva o inosservata civiltà? Non vi è una line chiara a tali riflessioni, anzi e meglio non averla visto che non crea economia di settore.
Il nostro giornale più volte ha trattato argomenti molto evidenti della vita del detenuto, dalle gravi e importanti problematiche sanitarie a quelle psicosociali, e continueremo a farlo, visto che le temi che vogliamo portare in evidenza sono quelle di nicchia o che spesso si pongono in secondo piano malgrado la loro importanza.
L’articolo 8 della Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo stabilisce il : «diritto di stabilire relazioni diverse con altre persone, comprese le relazioni sessuali” ; «il comportamento sessuale è considerato un aspetto intimo della vita privata” C’è anche il diritto di creare una famiglia, stabilito dall’articolo 12 della stessa Convenzione. Il Consiglio dei Ministri europeo ha raccomandato agli Stati membri di permettere ai detenuti di incontrare il/la proprio/a partner senza sorveglianza visiva durante la visita. (Raccomandazione R(98)7, regola n. 68).
In Italia, c’è stata la proposta di legge 653/86 (poi abrogata) per tentare di introdurre la possibilità che il detenuto potesse fruire di permessi-premio ed in particolare l’art. 30-ter riconosceva al recluso di poter coltivare interessi effettivi, culturali o di lavoro all’esterno della struttura carceraria, come peraltro accade da tempo in Danimarca, Norvegia, Svezia. E’ stata anche considerata l’idea di introdurre delle apposite celle per l’amore, in modo che il detenuto avesse potuto mantenere un legame di coppia pre-esistente, ma la cosa ha suscitato delle ovvie perplessità di ordine psicologico e morale, oltre che ambientale.
Se il carcere deve essere idealmente un luogo di rieducazione, o più realisticamente un luogo dove possa essere almeno conservata la dignità umana, i comportamenti sessuofobici di chi sta fuori dalle sbarre e fa leggi e regolamenti, non sembrano lungimiranti, né utili al re-inserimento sociale di questi soggetti. Non solo per loro stessi e per il loro diritto di continuare a vivere, una volta scontata la pensa, ma anche per il nostro stesso futuro, o per il futuro dei nostri figli.
Dott. Girolamo Calsabianca
